sabato 23 febbraio 2008

L'innominabile leggerezza

L'Innominabile, il mega-modello che tutto può e tutto sa. Un modello cosiddetto in real-time. Che in questo caso significa che per simulare un'ora lui deve elaborare per un'ora!
Gli date in pasto un TIN, cioè rete che descrive un territorio (qualcosa tipo sigla di Quark).

L'innominabile prende il TIN, insieme con tanti altri parametri del terreno tipo litologia, pedologia, bla bla... e calcola una serie lunghissima di parametri.
Immaginate anche che allo sviluppo di questo modello lavorano almeno 3 gruppi di ricerca presso prestigiose (e facoltose) università americane e almeno 1 gruppo di ricerca in una meno facoltosa università italiana. Immaginate anche qualcosa come 50 pubblicazioni.

Immaginate anche che, sotto scadenze, lanciamo simulazioni su simulazioni (aka: 4 giorni di elaborazione su dual-processor dual-core, qualche ora in meno sul cluster di 32 nodi!).
Immaginate che, dopo due settimane di attesa dei risultati delle simulazioni escano fuori i primi risultati. Immaginate anche che i risultati siano "leggermente" senza senso... tipo evapotraspirazione quasi nulla (simulazioni svolte al sud degli Stati Uniti, dove d'estate ci sono 40°C, pardon 104°F)...

Immaginate anche che vi vengano dei dubbi... e andate a controllare passo per passo che cosa il modello abbia fatto.
Come prima cosa, il modello prende in TIN che gli abbiamo dato, fa qualche analisi (tipo: generazione numeri casuali) e genera una copertura del terreno ottimizzata. Immaginate che questa copertura ottimizzata assomigli all'immagine colorata che vedete qui sotto...
Quell'immagine dovrebbe rappresentare un bacino idrografico, cioè tutta l'area che afferisce ad un reticolo fluviale, cioè detto banalmente un pezzo di montagna vicino ad un fiume (sarò licenziato per questa frase!).

Ora...

Vi chiederete cosa sono quelle colonne rosse che si vedono nell'immagine...
Ecco...
Secondo il modello, in mezzo al bacino ci sono questi muraglioni, naturali... Non ho messo una scala grafica, ma quelle colonne sono alte 600 m!

Immaginate di avere buttato le ultime due settimane di lavoro.

Voi che fareste?

Non vi dico neanche l'umore di Cagliostro, la mia collega che lavora già da un annetto sullo stesso modello (sai che coincidenza? E' da circa un anno che Cagliostro soffre di turbe psichiche... Mah, solo una stupida coincidenza...)

Poi noi pensiamo troppo: la prima analisi che il modello svolge è proprio l'analisi del TIN, e crea la suddetta copertura. E la crea sbagliata! Tutti i risultati successivi sono ovviamente sbagliati.
Ora... Se il modello crea colonne in mezzo alla montagna, in una componente del modello che è puramente geometrica (con regole note a tutti)... allora... che genere di errori potrà mai fare nel resto del modello, quando invece si usano formule, spesso empiriche, molto più complesse, con molta più incertezza, con coefficienti e parametri ed esponenti sensibilissimi...

Mah...

venerdì 22 febbraio 2008

Geocoding!

Bellissimo filmato, per quelli che... gli piace la geografia, adorano viaggiare, etc etc!

giovedì 14 febbraio 2008

Viva la ricerca!

Mi scuso in anticipo, spero non si offenda nessuno.

Qui in dipartimento internet è "abbastanza" veloce. Dire abbastanza, ovviamente è un eufemismo. L'università è connessa Garr, linea a 56Mbit (cioè: per scaricare un file da internet ci dovrei mettere più o meno quanto ci metterei a scaricarlo da un pc connesso in lan).

Inoltre tutta la rete del dipartimento è "a gibabit".
Tutta.
Tranne la nostra stanza, dove lo switch precedente era troppo rumoroso e siccome trascorriamo qui dentro 10 ore al giorno è stato giustamente cambiato. Con un "nuovo" switch soprannominato il nonno-switch.
Il nonno-switch ha servito il dipartimento per un bel po' di anni. E, soprattutto, è a 10Mbit! Dieci!
Praticamente internet è veloce (dovrei dire lento) come un 56K! Per chi vive Wired come me questa è la più brutta delle cose da subire stando qui dentro!

Nel vano tentativo di risolvere la questione, mi sono anche offerto di montare il nuovo switch (comprato ma ancora non montato!), io che queste cose non le dovrei fare, che se mi buco un dito con il trapano l'assicurazione non mi copre (o almeno è quello che mi ha rimproverato il mio Boss). Ovviamente risultati=nessuno, perchè nessuno ancora si è deciso di passare i cavi verso il nuovo switch: lo squadrone di tecnici si è presentato da me, chiedendo come volevo risolta la questione, visto che ero solo io a lamentarmi (ps: il nonno-switch ha 11 porte occupate! Pare che nessuno degli altri 10 "nipotini" abbia necessità).

A quel punto ho gentilmente declinato l'invito. Una delle cose brutte del lavoro in questo ambiente è che a volte le cose, anche le più banali e normali, sono fatte per farTi un favore, un favore personale. Ora, sebbene io sia abituato a chiedere sempre per favore, e a ringraziare sempre, questa logica mi da un estremo fastidio.
E siccome di favori non ne voglio, ci teniamo il nonno-swicth. Tanto a breve saremo trasferiti nei nuovi locali, quelli progettati senza rete telefonica nè rete lan. Ma di questo parlerò approfonditamente in altri post.

E capita che per scaricare una foto di una palma nana il conto alla rovescia indichi 3:15 minuti rimanenti. Per non parlare dei 560MB di pluviometria che ho lasciato sull'ftp puntoedu.

Into The Wild

Rispondo al post Segreti di isline.
Di film, recentemente, ho visto Into the Wild.
Dedicato agli appassionati di natura. Non tutto è condivisibile, il protagonista (reale) è un bel pazzo, ed ad un certo punto si arrende alla forza natura (o forse a se stesso).
Però le ambientazioni sono spettacolari, come le musiche (che sto ascoltando direttamente dal sito ufficiale), che fanno veramente vivere quei tempi e quei luoghi.
Bella la fotografia e i colori, ma questi, ovviamente, sono tutto merito di quella parte di america wild che è stata creata perfetta così per com'è: Colorado River, Alaska, i deserti del South Dakota, un po' di Arizona q.b.
Da vedere.

Sconsigliato l'ultimo spettacolo.

martedì 12 febbraio 2008

Brucia la città

Ieri sera... anzi, ieri notte, tornando a casa da una serata Risiko!, sotto casa mia abbiamo visto fuoco e fiamme.
Un po' di legna casualmente accatastata sulla saracinesca del fruttivendolo. Fiamme belle scoppiettanti, alte più o meno come me (eh, questi giovani che crescono ad amburghi e patatini)... Fortunatamente non hanno preso fuoco anche i tendoni lì sopra, altrimenti avrebbe rischiato anche il palazzo.
Il 115 mi avvisa gentilmente che i pompieri stanno già arrivando, e in meno di 5 minuti, fortunatamente, l'incendio è acqua passata (o meglio: sull'incendio è passata l'acqua).

Stamattina il fruttivendolo è aperto come al solito.
Pensieri contrastanti. Probabilmente qualcuno adesso si spaventa a comprare la frutta (io mi spaventavo giù prima, quando l'ananas che abbiamo comprato ha iniziato a camminare da solo). Io da oggi lo guardo con occhi diversi. Sebbene il forte e rude accento copra ogni debolezza, non posso fare a meno di pensare ad una parola... eroe.

Certe cose sembrano sempre così lontane. Ma vedere le fiamme sotto casa ti riporta alla (amara) realtà.
Sicily, terra nisciuna.

lunedì 11 febbraio 2008

Risiko!

Stasera si gioca a Risiko!.
Finalmente!

L'unica cosa che ancora non sono riuscito a fare, e che forse non riuscirò più a fare, è una bella partita di pallacanestro. Ma in questa città sfigata non esiste un campo con (non dico due ma neanche) un canestro. Sigh!

Cmq, tornando a Risiko!...
Stasera gioca anche la mia vicina di scrivania, Andrea.
E' la prima volta che gioca a Risiko!.
Mi sono già rassegnato a perdere...

A Vision of Students Today

Bel video trovato sul tubo. Interessante forma di comunicazione per esprimere... beh, guardatelo!

Apertura

Visto che non si comincia un discorso con Allora...

Ultimamente mi capita di viaggiare molto, sono (tra gli altri luoghi comuni) quello che si dice Pendolare. Per la precisione un Pendolare Stanziale. Quindi mi ritrovo in autostrada, molto più spesso sulla statale. Tanto tempo libero per pensare. Troppo.

Vediamo cosa ne esce fuori.
Intanto piaciuto il titolo?